XL INCONTRA - Andrea Silenzi e Tobia D'Onofrio intervistano Smash Tv e M.A.N.D.Y/ Philipp

Mercoledì, 18 Luglio 2012 14:35

Non c'è il consueto sole questa sera al Bistrò per l'appuntamento del 14 luglio con XL Incontra. La giornata comunque è calda e speriamo lo sia anche questo nuovo appuntamento, più che mai elettrico. I tre ragazzi venuti dalla Germania suscitano l'interesse del pubblico, alcuni attendono in piedi, conversano tra loro, bevono una birra. Altri, seduti ai tavoli sembrano prepararsi ad immortalare l'evento con i loro iPhone o reflex digitali. Approfittiamo per scambiare due parole in privato con gli artisti che sono arrivati da alcuni minuti.

Ci siamo, siedono tutti sul divano e l'intervista ha inizio. «Parlateci del decennale della vostra etichetta discografica, Get Physical» questa è la prima domanda dei giornalisti di XL. «Abbiamo sentito che era arrivato il momento del cambiamento. Alla base di questa etichetta c'è l'amicizia e chi sposa questa etichetta sposa l'intero progetto». «Userete delle tecniche particolari questa sera sul palco? Potete dirci qualcosa in anteprima?». Philipp sorride e poi replica «Cercheremo di fare maggiore comunicazione con l'utilizzo di laser e proiezioni video». Una domanda per gli Smash Tv: «Ho letto che voi non fate musica solo per i dancefloor, ma anche per comunicare in maniera profonda. Ecco, qual è il senso di questa affermazione?». «Il nostro lavoro è fare musica. I live soprattutto, più dell'ascolto del disco, creano subito un'empatia con il pubblico». Si parla ancora della loro etichetta «Voi producete anche musica rock?». «Sì, l'etichetta cerca di dare spazio a tutti, noi ascoltiamo tutto non solo elettronica, e credo che dovrebbe sempre essere così. Continueremo a portare avanti questa linea».
Andrea Silenzi cita numerosi gruppi storici tedeschi e poi domanda «Secondo voi perché in Germania c'è così tanta creatività elettronica?». «Crediamo sia una forma mentis dei tedeschi, siamo fissati con la tecnologia in tutti i campi». Kay ha un'idea più semplice «Se in Germania avessimo un clima come il vostro, staremo anche noi a suonare il tamburo all'aperto, ci sarebbe più emotività, invece stiamo sempre in casa».
Una domanda per tutti e tre «Conoscete qualche dj italiano che apprezzate? E qual è l'artista internazionale con cui vorreste collaborare?». I ragazzi si passano il microfono e ognuno esprime il suo pensiero, Kay dice Celentano, Philipp dice Morricone e poi escono fuori i film di Bud Spencer. Citato anche David Bowie tra gli artisti internazionali, ma non a proposito di una collaborazione, lui è un idolo e deve rimanere tale.
Analogico o digitale? È l'ultima domanda prima dei saluti. «In studio usiamo più elementi analogici, ma al di là di tutto crediamo che l'importante sia essere onesti con se stessi. Il digitale ha avuto il merito di abbassare i costi e quindi dare la possibilità a più persone di fare musica. Però non ci piace chi finge di mixare sul palco, da questo punto di vista il digitale ha portato anche più pigrizia da parte dell'artista».
Siamo giunti così ai saluti, tutti sembrano soddisfatti e lo siamo anche noi. Non ci resta che avviarci verso la macchina e raggiungere il Main Stage. L'aperitivo elettronico ci è piaciuto e adesso ci tuffiamo nel resto della notte.