Lunedì 26 Luglio 2010 01:45
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Grande successo per la quinta ed ultima serata dell'Italia Wave Love Festival. Complice anche l'ingresso gratuito, il pubblico è affluito numerosissimo allo stadio Armando Picchi per acclamare le band di questa serata reggae. La serata è stata una grande festa per tutta la città di Livorno.
Dal nome dei popoli amerindi pre-colombiani presenti nel centro-sud America, i sardi Arawak sono stati i primi a salire sul palco, con l'arduo compito di scaldare l'animo dei primi spettatori giunti allo stadio. Obbiettivo compiuto per questa band vincitrice tra l'altro dell'Italian Reggae Contest 2010 promosso dal Rototom Sunsplash, maggior festival reggae europeo, protagonista anche del Cultwave in Fortezza Vecchia, con un incontro dove si sono analizzare le ragioni dell'emigrazione del festival in Spagna.
Grinta e grande presenza scenica per gli Hanggai, dalla Cina con furore. Bellissimi i costumi presentati sul palco, al pari della loro coinvolgente musica, che mette insieme la tradizione mongola e stili contemporanei come il punk, sempre in controtendenza con ogni categoria esistente in Cina, per rafforzare la cultura alternativa.
È stata poi la volta dei salentini Après La Classe coi loro ritmi ska, patchanka, reggae, pop, rock, una giostra di sonorità che non delude mai.
Vero e proprio delirio di gruppo per Julian Marley, camicia bianca e rasta al vento, autentico stile di casa Marley. Se è vero che il sangue non è acqua, il figlio del musicista padre del reggae di tutti i tempi non ha deluso le aspettative, trascinando il pubblico, senza limitarsi ad imitare il padre, ma cercando di perseguire vie più personali ed originali.
Grande chiusura affidata agli spagnoli (come si intuisce facilmente dal bel vestito “in stile” della vocalist) Ojos De Brujo che hanno portato sul Main Stage la multi-culturalità dei quartieri di classe medio-bassa di Barcellona, mischiando sapientemente una profusione di stili, tra flamenco, reggae, hip-hop, rock e elettronica. Con 10 anni di esperienza alle spalle, hanno saputo coinvolgere e travolgere il pubblico dello stadio fino all'ultima nota, per un degno arrivederci all'Italia Wave Love Festival 2011.
Elena Batazzi
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